......non amare il ramo fiorito, non mettere nel tuo cuore la sua immagine sola. Esso avvizzisce. Ama l'albero intero, così amerai il ramo fiorito, la foglia tenera e la foglia morta, il timido bocciolo ed il fiore aperto, il petalo caduto e la cima ondeggiante, lo splendido riflesso dell'amore pieno. Ama la vita nella sua pienezza, essa non conosce decadimento........      (J.Krishnamurti)

Chi sono

Arianna Lombardi, insegnante di yoga e Pilates, proviene dalla formazione "scuola Sadhana Europa", (diploma insegnante yoga membro dell'unione europea), diretta dal dott. Carlos Fiel di San Sebastian (Spagna). Diplomata in mat work Pilates presso F.I.F e diplomata insegnante yoga CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale), riconosciuto dal CONI. Ha partecipato a seminari intensivi di yoga, meditazione Vipassana, ed ha avuto esperienze di canto armonico con Mauro Tiberi, ha incontrato personaggi di rilievo come Claude Marechal (vinyoga Belgio), Swami Suddhananda... Nel 2009 scrive il libro "Yoga WoodStick", un nuovo sistema di praticare yoga con un bastone in legno per rendere le asanas più efficaci a livello posturale. Nel 2012 ha insegnato yoga e meditazione presso il carcere di Livorno (Sughere).Attualmente stà sperimentando un nuovo metodo psicocorporeo, lo Sviluppo Armonico del Corpo (S.A.C), dove fonde lo yoga, il Pilates alle danze sacre di Gurdjieff. Studiosa di canti sacri indiani e sufi, approfondisce la materia con un circolo studio; organizza corsi di cucina naturale e fonde l'antica disciplina dello yoga con l'escursionismo (trekking yoga). E' fondatrice dell'Associazione "yoga&Pilatestudiomontenero", dove si svolgono regolarmente le attività.  

 

Intervista: ARIANNA LOMBARDI

“Io e l’arte”

26 ottobre 2014

Intervista arianna

La nostra prima graditissima ospite è Arianna Lombardi: pittrice e musicista, oltre che insegnante di Yoga.
Le sue opere sono ricche di colori accesi, la forza delle linee e dei tratti, insieme al carattere dei materiali utilizzati, imprimono una connotazione personalissima che si impone con determinazione all’attenzione di chi osserva.
 
 
Che rapporto aveva con l’arte “Arianna bambina” e come si è trasformato nel tempo questo rapporto speciale?
 

Credo che fin da bambina sono stata “arte”.

L’arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere messaggi ed emozioni soggettive.

Un ricordo vivo del passato, riguarda la mia maestra delle elementari, che, lamentandosi con mia madre, le ricordava che ero troppo emotiva e che questa emotività in qualche modo andava calibrata!

Emotività!

E’ stata la mia forza nella vita; l’emotività ci connette con l’anima, le percezioni, le sensazioni: la vista, il gusto, il tatto, l’olfatto, l’udito…. tutti i sensi concorrono all’esaltazione dell’emotività e ad una sua rappresentazione nel campo che più ci rispecchia.

Devo dire che gran parte della mia produzione artistica, risale ai momenti più bui o di tensione che ho passato; le tele, come altri materiali, sono state le mie pagine bianche, dove mettere nero o colore su bianco le mie emozioni più profonde, dando espressione estetica alle esperienze personali.
Mi ricordo ancora bambina, ascoltando la primavera di Vivaldi, il foglio vergine e l’odore dei pastelli che un pò come le sirene di Ulisse, mi traghettavano lontano, dando forma ai suoni della primavera.
Che bellezza…. Avrei disegnato e suonato tutto il giorno!

Nell’età adolescenziale, la scelta di un’istituto artistico, mi ha permesso di approfondire tecniche varie e lo studio dell’arte.
E’ interessante notare, come lungo l’arco delle nostre vite, le esigenze di un ‘individuo cambino, la maniera di fare arte cambi, ma sempre arte resta.
Le sperimentazioni del ready made, stile Duchamp, lo studio tridimensionale utilizzando l’argilla, la grafica pubblicitaria, lo scrivere articoli su una rivista specializzata sulla passione del momento (il wind surf), tirare su un locale per la musica dal vivo, creando atmosfere underground, tutto è arte, trasmettere, appunto, dei messaggi.

Ad un certo punto il buio.
Anni di non produttività…… ma arriva lo yoga.
Tutto ciò che ho descritto fino ad adesso, traslato nelle pratiche.
Mettere su una lezione di yoga ha il medesimo iter di una composizione artistica, anche musicale: progressione, ritmo, pausa, spazio, colore, immaginazione, è pura arte, una vertigine di infinito!  
La mia vita è arte, dal cucinare, dal coltivare le relazioni, da come prenderà forma il mio orto, da come sarà la mia futura casa.

L’arte è quell’ingrediente che da’ sapore alla vita, portandoci oltre i limiti, i pregiudizi, affondando nell’infinito, dove tutto è possibile.
E adesso?
Adesso insegno yoga e meditazione a tempo pieno, mi diverto a suonare il flauto e l’armonium, questa è la mia arte attuale; ma non ho abbandonato l’arte intesa come arte applicata, perché durante il periodo estivo, mi “diverto” a dipingere piccole miniature di paesaggi toscani e di città d’arte con tecnica mista (acquarello e china).

Devo dire la verità, quando dipingo, il tempo non esiste, mi calo nei colori che daranno forma alla miniatura e mi sento un tutt’uno con la mia anima, essere nella bellezza in quel preciso istante con tutta me stessa……. pura arte della meditazione!

Per me non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un’unico codice di interpretazione, sta’ a noi trovare il giusto canale di espressione, per esprimere tutta la passione che è dentro di noi, che altro non è che passione per la vita.